Scrivere sceneggiature non è un passatempo. Non devi perfora farlo anche se ti senti “creativo”. È arte, sì… ma con un’ascia in mano. Quindi, prima di aprire Celtx e rovinare due ore della vita di chi ha avuto la sfortuna di leggere la tua bozza, leggi questo. Perché non basta avere uno spunto per scrivere, devi sapere anche cosa NON fare. E fidati, l’inferno è lastricato di sceneggiature scritte dall’ego di chi pensa di aver per le mani il prossimo successo del Globo terraqueo.
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❌ 1. Scrivere come se stessi pubblicando un romanzo
Non sei uno scrittore di romanzi. Nel cinema si scrive per gli occhi, non per Mondadori.
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❌ 2. Far parlare i personaggi come degli idioti
Come sai, Giulia, da quando nostro padre è morto tre anni fa in un incidente stradale, la mamma è diventata depressa e abbiamo dovuto vendere la casa di famiglia per trasferirci in città.
Questo dialogo è completamente innaturale. Nessuno nella realtà parlerebbe in questo modo con qualcuno che conosce benissimo, ricordando fatti che entrambi già sanno solo per informare il pubblico. È come se i personaggi stessero leggendo una biografia a beneficio dello spettatore.
Questo è dialogo espositivo, il cancro della sceneggiatura. E purtroppo in Italia di film del genere ce ne sono a centinaia. Se devi spiegare qualcosa, falla vedere. Non far parlare i tuoi personaggi come se stessero leggendo il manuale delle istruzioni.
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❌ 3. Ignorare la struttura
Non devi essere originale a tutti i costi. Le case si costruiscono sulle fondamenta e le fondamenta non sono come scegliere le tendine all’Ikea. Vuoi essere originale? Bene. Ma ricordati che anche Tarantino usa la struttura. Solo che la rompe perché se lo può permettere.
Se non hai un conflitto, una crisi e una catarsi… non hai una storia. Hai un flusso di coscienza che non interessa a nessuno tranne che a tua madre (forse).
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❌ 4. Scrivere personaggi usa-e-getta
Scrivi di personaggi veri, contraddittori, scomodi. Gente che potresti incontrare in metro e ti fa girare la testa perché ti sembra di conoscerla. Quelli restano impressi.
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❌ 5. Riempire la storia di personaggi inutili
Ogni personaggio necessita di tempo per essere raccontato. Se non ha nulla da dire, toglilo di mezzo. Un personaggio inutile è un buco che risucchia ritmo, senso e attenzione.
Se il tuo barista non ha un impatto sulla trama, taglialo.La sceneggiatura è dieta ferrea, non buffet di un matrimonio pugliese dove ci si trova di tutto.
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❌ 6. Dimenticare il sottotesto
La gente non dice sempre quello che pensa. Ciò che si nasconde è più interessate di ciò che è palese. Se i dialoghi svelano tutto e dicono esattamente ciò che vogliono dire, sono inutili. A volte si pensa. A volte si maschera. A volte si urla stando zitti. Un dialogo potente è un duello di intenzioni nascoste, non un riassunto della puntata precedente. Il pubblico ama leggere tra le righe. Il pubblico è parte integrante del processo creativo. Mettilo al lavoro.
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❌ 7. Infrangere le regole della tua stessa storia
Se rompi le regole senza logica, il pubblico ti molla. Puoi anche rompere gli schemi ma devi rimanere credibile. La sospensione dell’incredulità è sacra. Se la spezzi, hai perso.
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❌ 8. Usare il voice over come stampella
“Ciao, sono Cristian, questa è la mia storia…”
Se usi il voice over perché non sai come girare una scena, stai sbagliando. Può funzionare, si ma è giocare facile è un’arma a doppio taglio.
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❌ 9. Dimenticare il ritmo
La tua scena dura sei pagine? Meglio di no! Giro pagina con più velocità di un trader sotto caffeina. Il ritmo è tutto. Alterna, accelera, respira. La sceneggiatura è uno spartito: ci sono note, pause, ritmo ecc…
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❌ 10. Non sapere perché stai scrivendo
Scrivi solo per “fare un film”? Complimenti, sei uno o una dei tanti. Scrivi per dire ciò che nessun altro può dire al posto tuo? Questo è un buon inizio. La tua storia deve avere un anima, profondità. Un focus e un punto debole.
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La verità? Scrivere credibile è più difficile che scrivere bene e tanto. Ma è anche l’unico modo per lasciare il segno.
Le regole servono per essere infrante… ma solo dopo che le hai imparate. E se ti servono prove, apri qualsiasi capolavoro del cinema: sono tutti figli legittimi della disciplina narrativa.
Vuoi scrivere una grande sceneggiatura? Inizia col non scrivere una schifezza.

