Quella volta che ho recitato nello stesso film con KEVIN SPACEY e ERIC ROBERTS (e non mi sono svegliato)

Sai quando dici: “Se me l’avessero detto dieci anni fa non ci avrei mai creduto”? Ecco. Io l’ho detto. Dopo. Perché sì, ho recitato in un film accanto a Kevin Spacey. Kevin. SPACEY. Il mio attore preferito. Quello che in American Beauty ti sussurra all’orecchio l’abisso. Quello di I soliti sospetti, House of Cards, Se7en. Uno che non recita. È. È il personaggio.

E io, lì, sullo stesso set. Non nei titoli di coda, eh. Proprio lì. The Contract si chiama il film. Un thriller psicologico che spinge forte sul confine tra fede, dannazione e contratti un po’ troppo… infernali. Io facevo il prete. Ironico, no? Uno come me. A fare il prete davanti al Diavolo in persona (cioè, Spacey). Quando mi hanno detto: “Reciti con Kevin Spacey”, pensavo a uno sketch. Invece era tutto vero.

Il film è stato scritto da Eva Henger. Sì, quella Eva Henger. E giuro che per me è stato un gesto enorme. Perché ci vuole coraggio a scrivere un film così, con questi temi, e metterci la faccia. Altro che “ex diva”, questa è una che ha preso una penna e ha scritto un noir dell’anima. E io la stimo. Punto.

Eric Roberts pure era nel cast. Uno che ha fatto più film di quanti io ne abbia visti. Il set era a Tivoli, a Roma, e a Frascati. Ma più che un set, sembrava un portale. Una roba tra Faust e True Detective. E io lì, tra un ciak e una preghiera, a chiedermi: “Cristian, ma sei sveglio o stai girando anche questo in sogno?”

Per me, che ho sempre visto il cinema come un’arma, come un coltello che ti apre lo stomaco per farti vedere cosa c’è dentro, stare lì, in quel film, è stato come entrare nella stanza dei bottoni e trovare Dio. O il Diavolo. O tutte e due.

E oggi ti dico: sì, ho recitato con Kevin Spacey. Sì, in un film scritto da Eva Henger. E no, non era uno scherzo. Era il mio cinema. E forse anche il tuo.

❓È vero che hai recitato con Kevin Spacey?

Sì, ho avuto l’onore di recitare nello stesso film: “The Contract”. Kevin Spacey è sempre stato il mio attore preferito. Stare sullo stesso set è stato surreale.

❓Che ruolo interpretavi nel film?

Interpretavo un prete. Un personaggio minore ma significativo. Quando reciti accanto a mostri sacri come Spacey ed Eric Roberts, anche una frase pesa come piombo. Ho recitato un bel dialogo che poi è risultato essere più un monologo. In inglese tra l’altro.

❓Com’è stato recitare accanto a due star di Hollywood?

Un mix di soggezione e adrenalina. Ma alla fine è un mestiere: quando il ciak parte, si è colleghi. Il rispetto nasce dalla presenza, non dal curriculum.

❓Come hai ottenuto quel ruolo?

Attraverso i miei contatti e la mia reputazione costruita nel tempo. Il film era prodotto da Massimiliano Caroletti e scritto da Eva Henger, che stimo molto per aver voluto questa sfida.

❓Il film è stato girato in Italia?

Sì, a Roma. Una produzione intensa, ambiziosa, con un cast internazionale e un’atmosfera tesa e stimolante.

❓Che effetto ti ha fatto lavorare in un film scritto da Eva Henger?

Rispetto. Tanta gente parla e giudica, lei ha scritto una sceneggiatura con coraggio. In un mondo pieno di chiacchiere, chi crea vince sempre.

❓Hai avuto modo di parlare con Kevin Spacey?

No, ma con Eric si. Ho recitato con lui le scene che avevo a parte l’ultima che prevedeva un insieme di attori da Vincent Spano a Jane Alexander. All’inizio c’era molta tensione sul set, Eric è uno esigente. Poi quando ha visto che di me si poteva fidare, tutto è stato più semplice. Alla fine si è alzato in piedi mi ha applaudito e fatto i complimenti e vi assicuro che di complimenti non ne fanno mai in questo ambiente. Alla fine mi ha chiesto di fare una foto. Io di solito non ne faccio mai. Non ero li per fare selfie e testimoniare la mia presenza, ero li per esserci e non per farlo vedere.

Aggiornamenti Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email qui sotto e iscriviti alla nostra newsletter