Siamo sommersi da tutorial. L’ultimo gimbal, il nuovo drone da 4K e passa. Stabilizzazione, slow motion, transizioni da videoclip coreano. Bravi eh, per carità. Ma vi faccio una domanda semplice:
sapete scriverla una storia?
Perché raccontare non è solo saper utilizzare Da Vinci Resolve. È consapevolezza, capire i perché che ti spingono a raccontare. È osservare porzioni di realtà. Farle entrare dentro di te per poi restituirle al mondo in una chiave personale. Soddisfare un bisogno, una tua visione, in un film che non per forza deve compiacere il pubblico ma deve lasciare il segno.
Oggi tutti si sentono “content creator”, brand strategist e chi più ne ha più ne metta. Ma pochi hanno qualcosa da dire, vogliono solamente dire qualcosa. E l’arte in tutto questo dove si colloca? L’arte quella vera che io definisco il bisogno. Quella che nasce dalle viscere, dalla pancia, dal vissuto, dall’osservazione. Quella non la trovi su Amazon.
Non importa se tu voglia fare cinema o continuare la tua carriera su Tik Tok. Se vuoi raccontare, inizia dalla tua urgenza. Non dalla macchina. Non dal preset. Non dall’algoritmo. La tecnica, serve? Certo, ma è solamente un supporto, un insieme di strumenti, utili, niente di più.
Vuoi davvero raccontare? Allora smetti di guardare tutorial. E comincia a guardarti intorno!

