Il Festival di Venezia: Cinema, red carpet e ostriche… insieme ai miei studenti.

Ogni anno mi chiedo: “Ma che cos’è davvero il Festival del Cinema di Venezia?” E ogni anno… ci torno. Perché sì, ci torno. Ma non da solo: porto un mio studente. Sempre. È il mio piccolo rito ribelle: prendere qualcuno che studia, suda e sogna il cinema… e buttarlo dritto sulla passerella del red carpet. E non uno qualunque: quello dell’anno di Joker. Quello con Joaquin che si aggirava con lo sguardo perso e i fan in delirio.

Quell’anno ho stretto la mano a Spike Lee, Sorrentino e un paio di altri mostri sacri che sembravano usciti da una cena tra Oscar e Martini. Ma torniamo al punto.

Il Festival è davvero Cinema?

Sì. No. Forse. Il Festival è cinema che si traveste da spettacolo. O meglio: è spettacolo travestito da cinema. C’è arte, certo. C’è impegno. Ma c’è anche un sacco di fuffa patinata. Lo dico io che ci sono andato. E lo dico io che, in quella fuffa, ci ho fatto ballare un mio studente tra vip, terrazze con ostriche e fotografi che scattano più per l’abito che per l’opera.

È divertente?

Sì, è divertente. È un parco giochi per adulti. È il carnevale degli addetti ai lavori. È una bolla dorata dove ti illudi che fare cinema significhi anche sorseggiare bollicine con vista laguna. Ma poi, finito tutto, torni a casa con un pensiero fisso: e adesso? Chi gira davvero?

Perché ci vado?

Perché credo ancora che un giovane artista debba vedere tutto: il bello, il finto, il glamour, il delirio. Solo così può scegliere chi vuole essere. Solo così può decidere se essere pubblico… o autore. Il Festival ti fa vivere il sogno, sì. Ma ti costringe anche a capire quanto il sogno sia distante dalla sala prove polverosa dove ti alleni ogni giorno.

Il mio consiglio?

Andateci. Ma non vi innamorate della passerella. Innamoratevi della pellicola. Dell’idea. Del rischio. Io ci torno, ogni anno. Ma non per le luci. Ci torno per guardare negli occhi chi sogna ancora davvero di fare cinema, e portarlo con me.


Vuoi essere tu il prossimo a calcare il tappeto rosso?

Scrivimi. Forse il prossimo anno toccherà a te. Ma solo se sei pronto/a a dire qualcosa… non solo a mostrarti bene in foto.


Aggiornamenti Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email qui sotto e iscriviti alla nostra newsletter