Esercizio di Recitazione #7

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MASTER FILM ACADEMY · BLOG & METODO

DIRIGERE
LA VOCE

La voce non deve semplicemente essere ascoltata. Deve avere una direzione.

Nella recitazione ogni parola viene pronunciata verso qualcuno, qualcosa o un punto preciso. Capire dove mandare la voce, perché farla cadere proprio lì e cosa vuoi ottenere cambia completamente il significato di una battuta.

La voce non è un suono.
È un’azione.

Uno degli errori più frequenti dell’attore è pensare alla voce come qualcosa che deve semplicemente uscire bene.

Pronuncia la battuta, controlla il volume, cerca una bella intonazione e aspetta che il significato arrivi.

Ma nella vita reale non parliamo nel vuoto.

Quando dici qualcosa a una persona, la tua voce ha sempre una destinazione.

Puoi volerla convincere. Puoi volerla ferire. Puoi volerla tranquillizzare. Puoi volerla provocare. Puoi volerle nascondere qualcosa. Puoi voler ottenere una risposta.

Per questo, nella Meta Recitazione, la voce viene considerata una vera e propria azione dell’attore.

Dove stai mandando
quella parola?

Immagina di pronunciare:

«Va bene.»

La frase è sempre la stessa. Ma può significare decine di cose diverse.

01 Verso la persona

Voglio convincerti che per me va davvero bene.

02 Contro la persona

Ti sto dicendo che va bene, ma in realtà sono furioso.

03 Dentro di me

Sto cercando di convincere me stesso che va bene.

04 Verso un obiettivo

Voglio chiudere la conversazione e ottenere quello che voglio.

Le parole sono identiche. Cambia la direzione. Cambia l’azione. Cambia la scena.

Non tutte le parole
hanno lo stesso peso.

Quando reciti una frase, puoi dare lo stesso peso a ogni parola.

Oppure puoi decidere dove far cadere la voce.

È una scelta interpretativa.

ESEMPIO

«Io non ho detto che volevo lasciarti.»

In questo caso il punto di arrivo è lasciarti.


«Io non ho detto che volevo lasciarti.»

Qui il conflitto è su chi lo ha detto.


«Io non ho detto che volevo lasciarti.»

Qui cambia completamente il significato.

L’attore non deve cercare una voce “bella”. Deve sapere quale parola vuole colpire e perché.

La voce nasce
da un’intenzione.

Nella Meta Recitazione la voce non viene studiata separatamente da ciò che accade dentro e fuori dal personaggio.

L’azione mentale determina ciò che vuoi ottenere. L’azione emotiva modifica il modo in cui vivi quella situazione. L’azione conflittuale stabilisce cosa ti impedisce di ottenere ciò che vuoi.

L’azione vocale traduce tutto questo in ritmo, volume, tono, pausa, timbro e direzione.

OBIETTIVO → INTENZIONE → VOCE → AZIONE

La voce non dovrebbe mai essere decorativa. Deve fare qualcosa.

L’esercizio
della direzione vocale

Questo esercizio serve a capire fisicamente la differenza tra pronunciare una frase e agire attraverso una frase.

01

SCEGLI UNA FRASE

Utilizza una frase molto semplice:

«Non puoi farlo.»
02

SCEGLI UN DESTINATARIO

Immagina davanti a te una persona precisa.

Non parlare alla stanza. Non parlare alla telecamera. Parla a qualcuno.

03

CAMBIA L’OBIETTIVO

Pronuncia la stessa frase cercando di:

  • fermare la persona;
  • spaventarla;
  • convincerla;
  • provocarla;
  • proteggerla;
  • nascondere la tua paura.
04

SPOSTA LA DIREZIONE

Ora immagina che il destinatario non sia direttamente davanti a te.

Immaginalo:

  • alla tua destra;
  • alla tua sinistra;
  • molto vicino;
  • molto lontano;
  • dietro una porta;
  • fuori dalla stanza.

Non cambiare necessariamente il volume. Cambia la direzione dell’intenzione.

05

SCEGLI LA PAROLA DA COLPIRE

Ripeti:

«Non puoi farlo.»

Una volta fai cadere il peso su NON.

Poi su PUOI.

Poi su FARLO.

Ascolta come cambia il significato.

06

TOGLI LA RECITAZIONE

Adesso fai l’esercizio una seconda volta senza cercare di “recitare”.

Pensa realmente a ciò che vuoi ottenere dall’altra persona.

Se l’obiettivo è vero, la voce comincerà a trovare da sola la propria direzione.

La telecamera
sente la direzione.

Davanti alla macchina da presa non hai bisogno di urlare per far capire che sei arrabbiato.

Una voce apparentemente bassa può essere molto più potente se dietro quella voce esiste un’azione precisa.

La differenza non è necessariamente nel volume. È nella precisione dell’intenzione.

Una voce piccola con un obiettivo preciso può essere più potente di una voce enorme senza direzione.

Le domande
che devi porti.

Dove sto mandando la voce? +

Verso il partner? Verso un’altra persona? Verso un ricordo? Verso me stesso? La destinazione della voce deve essere una scelta.

Qual è la parola più importante? +

Non tutte le parole hanno lo stesso peso. Chiediti quale parola modifica davvero il significato della frase.

Cosa voglio ottenere? +

Una voce senza obiettivo rischia di diventare semplicemente un’esecuzione del testo. L’attore deve sapere cosa sta cercando di ottenere.

Posso dirlo senza alzare la voce? +

Prova. La tensione non nasce necessariamente dal volume. Può nascere dalla precisione, dalla pausa, dalla velocità e dalla direzione.

Cosa succede se cambio destinatario? +

Cambia l’azione. E quando cambia l’azione, spesso cambia naturalmente anche la voce.

Non cercare
una voce bella.

Cerca una voce
che sappia dove andare.

Quando sai cosa vuoi ottenere, da chi lo vuoi ottenere e quale parola deve arrivare a destinazione, la voce smette di essere semplicemente voce.

Diventa azione.

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