Conclave un thriller che non salva ne l’anima ne lo spettatore.


“Conclave” si presenta come un thriller politico, ma in realtà è una messa funebre al cinema intelligente. Un film che promette misteri, intrighi e retroscena nell’elezione papale… e invece ci regala una sbobba tiepida di cliché, ideologia woke e dialoghi da fiction Rai del mercoledì sera.

Ma dov’è finito il mistero?

La storia? Inesistente. Il mistero? Se c’era, è morto durante la pre-produzione. Il papa? Morto. Ma anche tutto il resto. Nel tentativo di ficcare dentro qualcosa che somigli a uno scandalo, ci si ritrova invischiati in una trama così piatta che neanche Netflix con l’algoritmo al minimo ti proporrebbe. Non c’è tensione. Non c’è rischio. Non c’è cinema.

Solo un’accozzaglia di forzature morali e dialoghi scritti da qualcuno che pensa che “fare domande scomode” significhi ripetere i titoli di alcuni editoriali su Repubblica.

Forzature woke come se piovesse

Perché ormai la regola è questa: se non hai almeno un personaggio “diversamente cardinale” e una sottotrama sul senso dell’identità nel sacro, allora non puoi girare neanche un corto su YouTube. La Chiesa in “Conclave” sembra uscita da un laboratorio sociale, non da secoli di storia e mistero.

E mentre si cerca disperatamente di svecchiare il Vaticano a colpi di rappresentanza inclusiva, lo spettatore non capisce più se sta guardando un film o un volantino elettorale.

Emanuela Orlandi dove sei?

Già che dovevamo tirare in ballo scandali e segreti del Vaticano, perché non farlo davvero? Visto che stavamo nell’assurdo, potevano far uscire Emanuela Orlandi dal confessionale o dal caveau del Vaticano. Almeno sarebbe stato uno scossone.

La verità è che nessuno ha più le palle di raccontarla, quella verità. Si preferisce stare a metà, dove tutto è insinuazione ma nulla fa male.

Conclusione

“Conclave” è l’ennesimo film pallido, pretenzioso e codardo. Non è né cinema coraggioso né intrattenimento puro. È un prodotto. Un contenitore vuoto pieno di buone intenzioni e zero storytelling.

Il Vaticano può anche avere mille segreti, ma questo film non è uno di quelli da custodire. Brutto. Forzato. Inutile.

Amen.

Aggiornamenti Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email qui sotto e iscriviti alla nostra newsletter