Arancia Meccanica – il film che oggi farebbe venire l’ulcera ai buonisti.

“Io sono pronto per l’ultraviolenza. No, non è un pazzo. È un poeta moderno. E si chiama Alex DeLarge.

Nel 1971 Stanley Kubrick se ne esce con A Clockwork Orange, che da noi diventa Arancia Meccanica perché, boh, probabilmente “Orologio a Molla” suonava troppo da ferramenta. Ma va bene così. Perché quel titolo è una trappola semantica, un’arma bianca travestita da succo di frutta.

COS’È DAVVERO QUESTO FILM?

È una favola distopica, un incubo colorato e coreografato sulle note di Beethoven, dove ragazzini vestiti da pagliacci psicopatici vanno in giro a stuprare, picchiare barboni, spaccare facce e leggere Shakespeare. Alex, il protagonista, è un piccolo demone affamato di violenza, sesso e arte. Una meravigliosa contraddizione vivente. Ma il vero mostro non è lui. Il vero mostro è lo Stato. Quella cosa che decide che può rieducarti, lavarti il cervello, farti diventare “buono”. Ma non per compassione, eh. Perché così sei controllabile.


LO SCANDALO: “CATTIVO ESEMPIO PER I GIOVANI”

Il film fu accusato di tutto: istigazione alla violenza, pornografia, fascismo, anarchia, persino satanismo. I giornali britannici strillavano: “Ragazzi imitano Alex! Scuole nel caos!”

Sì, come se prima del film gli adolescenti fossero monaci tibetani. Come se bastasse un po’ di Beethoven e una maschera da clown per trasformare un adolescente in maniaco omicida.

Lo scandalo non era il film. Lo scandalo era il riflesso che il film dava della società. Kubrick prende l’Inghilterra dei ’70, la mette sotto acido, le infila una mano dentro e tira fuori il marcio. E lo serve in pellicola 35mm.


LA RIEDUCAZIONE? UNA TORTURA POLITICAMENTE CORRETTA

Il momento più disturbante del film non è uno stupro. Non è una mazza da baseball che sfonda un cranio. Il momento più disturbante è la cura Ludovico: un trattamento che ti forza a provare nausea davanti alla violenza. In pratica, ti trasformano in una macchina moralmente accettabile, uno zombie politicamente corretto.

Senza libero arbitrio. Senza scelte. Senza anima.

E oggi che viviamo nel mondo delle censure preventive, delle parole proibite, dei filtri, delle shadowban, delle “linee guida della community”…

Chi è che si sta davvero sottoponendo alla cura Ludovico?

(Tu che stai leggendo, probabilmente.)


LA SOCIETÀ IPOCRITA: TUTTI A SCANDALIZZARSI, MA POI TUTTI A GUARDARLO

I preti lo condannarono. I politici lo vietarono. I genitori lo maledirono. E poi?

Tutti a vederlo di nascosto. Come il porno che fingi di odiare ma consumi in bagno con le cuffiette. Perché Arancia Meccanica è pornografia morale. Ti eccita, ti disgusta, ti costringe a riflettere e poi ti sputa fuori sporco e pieno di dubbi.


IL MESSAGGIO? IL LIBERO ARBITRIO È PIÙ IMPORTANTE DELLA “BONTÀ”

Alex non è redento. Alex non diventa buono. Alex è privato della sua violenza, ma anche della sua libertà. Kubrick ci dice:

“Meglio un bastardo libero che uno schiavo buono.”

E sai cosa? Ha ragione. Perché la vera violenza non è quella che fa sangue. La vera violenza è quella che ti toglie l’identità.


IL CINEMA CHE FA MALE È IL SOLO CHE SERVE

Arancia Meccanica è ancora oggi uno dei film più censurati, studiati, citati e odiati della storia. Un’opera che doveva essere fatta. Non per compiacere, ma per svegliare. Per ricordarci che se il sistema può decidere chi sei… allora non sei niente. Alex DeLarge sarà anche un mostro…

ma almeno è libero.


E tu? Vuoi essere Alex o una scimmia beneducata che batte le mani al prossimo remake Marvel?

Aggiornamenti Newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email qui sotto e iscriviti alla nostra newsletter