Natzrat the Beginning

SHORT FILM | ARAMAICO| 17 ‘

Un viaggio intimo e poetico nell’umanità nascosta dietro il mito. Mariam è una giovane donna fragile e inquieta. Yosef è un uomo semplice, scettico e stanco, diviso tra l’amore e l’incredulità. Insieme, attraversano l’oscurità di un mistero che sconvolge le loro certezze, li unisce nella solitudine e li guida verso una consapevolezza che nessuno avrebbe mai scelto: essere i custodi di un disegno più grande di loro.




Il Racconto di un’Impresa: Come Abbiamo Girato Natzrat – The Beginning

Girare Natzrat – The Beginning non è stato solo realizzare un film. È stato vivere un rito. È stato un viaggio fisico e spirituale, un ritorno alle origini, dentro e fuori dal tempo. Per una settimana ci siamo trasferiti in alta Lessinia, a 1500 metri d’altitudine, in un luogo privo di elettricità, di acqua corrente, e di ogni comfort. Niente telefoni, niente docce. Solo noi, la montagna e il silenzio.
Abbiamo cucinato con il fuoco, resistito al freddo e al vento. Ogni notte sembrava un secolo. Ma era proprio quel contesto primordiale a restituirci ciò che volevamo raccontare: la fragilità dell’uomo davanti al mistero. Il tempo si è dilatato, i volti si sono trasformati.

Il set era un sito selvaggio, un vecchio rudere di pietra immerso nei pascoli. Lo abbiamo scelto proprio per la sua nudità. E oggi, quel luogo abbandonato è rinato: dopo le riprese, è diventato una malga splendida. Il cinema ha piantato lì un seme, e la vita lo ha fatto crescere.

E poi c’è stata la lingua. L’aramaico antico vero. Non il siriaco occidentalizzato utilizzato da Mel Gibson ne La Passione di Cristo, ma una forma filologica pura, studiata nei minimi dettagli. Recitare in quella lingua è stato uno sforzo immenso, ma ci ha costretti a vivere ogni parola, a scolpirla nei corpi, negli occhi, nei gesti. Nessuna battuta poteva essere meccanica: tutto passava per l’anima.

Silvia Lavarini, che interpreta Mariam, è stata una scommessa personale. Quando è venuta da me la prima volta, era una modella, conduttrice su Rai Gulp, arrivata terza a Miss Italia. Ma nei suoi occhi avevo visto la possibilità. Ora è un’attrice completa, intensa. Guardatela nel film, e capirete. Polo Pezzotti, nei panni di Yosef, è stato un Giuseppe inaspettato. Non il classico volto da santino, ma un uomo pieno di dubbi, resistenza e umanità. L’ho scelto con visione, e lui ha restituito il massimo.

E poi c’erano gli attori del Master Film, la nostra scuola: un gruppo unito, disciplinato e profondamente immerso. Una menzione speciale per Chiara Serpelloni, giovanissima, che oggi interpreterà Eva nel mio prossimo film.

Come sempre, ogni mio film è anche un’esperienza. L’ho fatto con Adeva, lo sto facendo con No Logos. Il cinema per me è vita che si gira. Non costruisco solo set, costruisco percorsi di trasformazione.

Natzrat è stato in concorso ai David di Donatello, ha vinto numerosi festival internazionali, e ci ha dato la consapevolezza di quanto possiamo ancora crescere. Ora, la sceneggiatura del lungometraggio è finita. Sto partendo per Roma, dove verrà tradotta in aramaico. E dopo… inizieremo la raccolta fondi per le riprese del film completo.

Questo è solo The Beginning.

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❓È vero che il film è stato girato in aramaico autentico?

Sì, e non è l’aramaico moderno siriano usato da Mel Gibson, ma l’aramaico antico, filologicamente ricostruito con l’aiuto di esperti. Gli attori hanno studiato i suoni, le inflessioni e persino il respiro di una lingua perduta nel tempo.

❓Dove avete girato esattamente il film?

Sulle montagne della Lessinia, a 1500 metri d’altezza, in un luogo selvaggio, senza elettricità, senza acqua corrente. Una settimana senza comfort, immersi nella nebbia, nella pioggia e nel silenzio. Un ritorno alla radice dell’essere.

❓È vero che non vi siete mai lavati durante le riprese?

Assolutamente sì. Nessuna doccia, nessun bagno, solo la natura e la verità. È stato un viaggio nel tempo e nel corpo. La sporcizia è diventata parte del personaggio. Il sudore, la fatica, il freddo: tutto era reale.

❓Gli attori sono davvero tutti della scuola?

Sì. Nessun esterno. Ogni volto viene dalla Master Film Academy. Nessun nome famoso, ma una fame autentica. Silvia Lavarini, Mariam, era una conduttrice e modella. Oggi è un’attrice vera. Guardate il film e capirete.

❓Com’è stato recitare in aramaico?

Un’esperienza ai limiti. Nessuna parola familiare, solo suoni antichi, gutturali, carichi di mistero. Gli attori hanno dovuto imparare non solo la lingua, ma la sua anima. Non è stato solo recitare: è stato incarnare il tempo.

❓Cos’è successo al luogo dove avete girato?

Dopo il film, quel posto abbandonato è rinato. La troupe ha ispirato i proprietari a trasformarlo in una splendida malga. Dal fango è nata una nuova vita. Il cinema ha dato senso a un luogo dimenticato.

❓Quanto c’è di spirituale in tutto questo?

Tutto. Non era un set, era un rito. Ogni scena era preghiera, ogni silenzio era verità. Abbiamo vissuto un’esperienza più grande del cinema. Chi ha partecipato, non è più tornato lo stesso.

❓Natzrat è solo un film?

No. È un inizio. Un viaggio. Una rivoluzione silenziosa. Ora stiamo lavorando al lungometraggio. Sarà girato in aramaico, con lo stesso spirito. E puoi farne parte anche tu.